Ultima modifica: 7 Ottobre 2014
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Saluto del Dirigente Scolastico

Occorre rialfabetizzare la Scuola secondo il codice del rapporto umano. In questa ottica di lucidità pedagogica l’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “Raffaele Casimiri” di Gualdo Tadino opera nel Territorio come progetto educativo condiviso e continuo, mirante a stabilire un patto di corresponsabilità tra Educatori naturali (Genitori) e Educatori per scelta (Docenti) per la formazione culturale e sociale delle studentesse e degli studenti. La Scuola intesa come Azione che produce Bellezza, come Etica Pubblica, è contesto di relazione, centro di aggregazione, centro vitale dell’ambiente sociale, e non solo risente di tutte le problematiche del luogo in cui è immersa, ma deve incidere profondamente su di esso come mezzo di comunicazione di valori alternativi e innovativi.

In una società che è sempre più ipertecnologica, la Comunicazione ha acquisito un ruolo fondamentale: i grandi mezzi di comunicazione di massa hanno occupato il nostro tempo libero, dando in cambio una enorme quantità di informazione.
Tuttavia, proprio per la sua stessa natura, il mezzo di comunicazione di massa favorisce anche la passività dello spettatore e questo, di riflesso, comporta una riduzione delle capacità di produrre comunicazione, specialmente attraverso i canali comunicativi più tradizionali, quali il parlare e lo scrivere. Pertanto il confronto con il mondo della comunicazione va sviluppato su due fronti, tra loro complementari. Da un lato la Scuola deve fornire ai giovani gli strumenti per comprendere e padroneggiare i vari linguaggi comunicativi, soprattutto per permettere loro di essere autonomi e critici nei loro confronti, dall’altro li deve anche mettere in grado di essere capaci di produrre, a loro volta, comunicazione e questo attraverso il maggior numero possibile di linguaggi.
Il percorso da attuare ha come meta la Pedagogia unita all’Etica e all’Estetica, curando la piena osmosi tra sapere umanistico e sapere scientifico, attraverso una precisa didattica laboratoriale in cui i discenti costruiscono il proprio iter culturale e formativo per l’espletamento delle loro potenzialità.

Secondo i regolamenti concernenti il riordino del secondo ciclo di Istruzione, la Scuola deve diventare simbolo dell’innovazione territoriale, con il precipuo compito di educare istruendo la mente, intesa come persona, in quanto essere unico e irripetibile. Alla Scuola spetta di fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi una identità consapevole e aperta e scopra in sé la capacità di dare senso alla varietà delle esperienze conoscitive.
Occorre offrire alle studentesse e agli studenti occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi di base; far sì che acquisiscano gli strumenti del pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni, promuovere la capacità di elaborare metodi e categorie che siano in grado di fare da guida negli itinerari personali; favorire l’autonomia di pensiero.
Le finalità della Scuola sono definite a partire dalla centralità della persona che apprende, posta come nucleo dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici,etici,spirituali.
Una cura particolare deve essere contemporaneamente posta alla formazione della classe come gruppo, alla promozione dei legami cooperativi, alla sollecitazione di un’attenta riflessione sui comportamenti pro-sociali, all’orientamento e allo sviluppo di atteggiamenti positivi, al rispetto reciproco, alla gestione dell’interazione con culture diverse per comprenderle e metterle in relazione con la propria.

Per il raggiungimento di una cittadinanza consapevole, occorre la coscienza di un concreto prendersi cura di sé, accanto a un prendersi cura degli altri e dell’ambiente, per il miglioramento del contesto di vita, per il riconoscimento della pari dignità sociale, per un sano “ crescam ut prodere” (“che io cresca per giovare”). E’ indispensabile elaborare e diffondere un’autentica cultura dei valori civili, quali la dignità, la libertà, la solidarietà, la sicurezza, per una cultura che intende il diritto come espressione del patto sociale, ineludibile per costruire relazioni consapevoli tra cittadini e tra questi e le istituzioni.
Nella classe saranno riconosciute e valorizzate l’intelligenza intrapersonale accanto a quella interpersonale, in quanto profondamente interagenti: il giovane che ha la capacità di comprendere le proprie emozioni, di incanalarle in forme socialmente accettabili, avrà la capacità di interpretare le motivazioni e gli stati d’animo degli altri, la capacità di comprendere gli altri, il loro modo di lavorare, scoprendo in che modo sia possibile interagire con essi in maniera cooperativa.

La strategia da utilizzare mira a mantenere saldo il binomio Cultura e Istruzione, perchè la speranza che abbiamo di incidere positivamente sul nostro sistema sociale non diventi utopia. Cultura e Istruzione sono parte integrante dello sviluppo umano e civile di ciascun cittadino e concorrono anche alla crescita economica della comunità.

La Conoscenza deve portare alla formazione della Coscienza, a quel Pensiero Etico che ci introduce in una dimensione collettiva tendente al bene della comunità.

Questi due concetti chiave portano alla condivisione e alla cooperazione tra gli operatori della Scuola e le nuove generazioni, al senso di responsabilità individuale verso il benessere dell’altro, al senso di appartenenza alla comunità educante che è la Scuola, alla coscienza che i cambiamenti desiderati possono realizzarsi solo tramite un forte, innegabile impegno personale. E dobbiamo diffondere il nostro stile di formazione che dovrà insegnare, praticare e sancire il principio che “non è la posizione che garantisce la competenza, ma la competenza che legittima la posizione” (come afferma il Ministro dell’Istruzione).Questo porta al concetto di Merito, che deve valorizzare il talento e l’impegno di chi impara e di chi insegna.

Pensiamo che per una Scuola che apra al mondo e che salvi il mondo, occorra contrastare sia l’analfabetismo culturale sia l’analfabetismo emotivo, per una autentica alfabetizzazione culturale e sociale, che unifichi il Capire e il Sentire.

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Francesca Cencetti

 




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