Ultima modifica: 10 Dicembre 2018
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Studenti dell’I.I.S. “R. Casimiri” visitano la Comunità’ Incontro Onlus di Molina Silla

Siamo arrivati presso la Comunità Incontro Onlus di Molino Silla intorno alle 10,30 (III L, III M, III A, III B, III C, VL, VM, V AP); ad attenderci c’erano due formatori e due ragazze ospiti della comunità che ci hanno accompagnato nel palazzetto per raccontarci le loro vite. Lucia e Silvia (nomi inventati per proteggere la loro privacy) hanno avuto entrambe problemi di dipendenza da alcol e droga. Una di loro ci ha colpito particolarmente perché, nonostante avesse un figlio di appena sei mesi, il suo primo pensiero quando si svegliava la mattina e il suo ultimo, prima di dormire, era sempre e solo l’alcol. Oggi suo figlio ha dodici anni e Silvia si sta disintossicando e tenta di ricostruirsi come persona. Attraverso le loro parole e il contributo dei formatori presenti, sono emerse le diverse forme di dipendenza (alcol, droghe, farmaci, ludopatie e nuove dipendenze, quali cyberbullismo, cellulari e tecnologie varie) e i conseguenti danni provocati sia a livello fisico che psicologico. Abbiamo avuto la possibilità di fare domande e avere tante risposte, da chi, purtroppo, ha buttato via gli anni della giovinezza e della spensieratezza.

Dopo queste prime testimonianze, abbiamo conosciuto altri due ospiti della Comunità che ci hanno fatto visitare l’esterno della struttura: gli alloggi, la serra, lo zoo, i giardini esterni. Siamo stati subito colpiti dalla cura e dall’ordine. La campana scandisce le ore della giornata e ricorda a tutti i compiti da svolgere secondo un ordine ben preciso: la sveglia è alle sette; segue la pulizia della stanza e del bagno; poi la colazione tutti insieme; con ordine, ognuno va a lavorare fino alle 12.00; prima di pranzo si lavano i panni, a mano e con l’acqua fredda; il pranzo e un’ora di riposo; dalle 15,00 alle 19,00 di nuovo lavoro; poi doccia, cena e momenti di aggregazione.
Prima della partenza siamo entrati nuovamente nel palazzetto per ricevere in dono dei libri che raccolgono le loro testimonianze. Uno dei ragazzi della Comunità ci ha salutato dicendo queste parole: «Se rimarrò nel cuore di soltanto uno di voi, la mia vita non è andata sprecata».

Prima di partire, alzando gli occhi verso una parete del palazzetto, leggiamo una frase, che è stata citata da un papà durante la testimonianza del figlio come appello per i giovani: “La droga è una strega che ti ruberà il corpo e l’anima. La strega entrerà nella testa e nella voce di un ragazzo che ti inviterà a provarla: una canna o una sniffata cosa vuoi che sia? Provala non ti costerà niente…E invece ti costerà la vita” – Mogol.

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